Regolamento Regionale 4/2007

regioneIl regolamento regionale 4/2007

Titolo IV

Autorizzazione e controllo delle strutture e dei servizi 

Autorizzazione per tutte le strutture e per tutti i servizi Definizione di nuovi requisiti strutturali, organizzativi e funzionali Definizione delle procedure Attività di vigilanza e controllo.

Definizione dell’oggetto dell’autorizzazione

Oggetto del procedimento di autorizzazione sono le strutture ed i servizi previsti dalla legge regionale 19/2006 e dal regolamento regionale 4/2007 e non i soggetti titolari e/o gestori Possono essere oggetto di provvedimento di autorizzazione altre strutture e altri servizi, non previsti dalla legge regionale e dal regolamento, ai sensi del comma 4 dell’art. 33 del regolamento regionale.

 

Titolare e/o gestore

Il provvedimento di autorizzazione deve specificare il soggetto titolare ed il soggetto gestore della struttura o del servizio

Titolarità pubblica
comune

Titolarità pubblica
comune 

Titolarità privata
cooperativa 

 Gestione pubblica
comune

 Gestione privata
cooperativa

 Gestione privata
cooperativa

Il comma 2 dell’art 49 della legge regionale 19/2006 stabilisce che il provvedimento di autorizzazione debba individuare, tra le altre cose, la sede legale e amministrativa del soggetto proprietario della struttura.

Art. 49

2. Il provvedimento di autorizzazione individua la denominazione e l’ubicazione della struttura, la sede legale e amministrativa del soggetto proprietario e/o gestore, il legale rappresentante, i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari erogati, la ricettività, la natura pubblica o privata.

Per proprietario si intende titolare?

Titolarità pubblica – Gestione pubblica

Il Comune attesta il possesso dei requisiti previsti dal regolamento

Esempio: asilo nido comunale con dipendenti pubblici

Titolarità pubblica – Gestione privata

Il Comune attesta il possesso dei requisiti previsti dal regolamento

Esempio: asilo nido comunale affidato ad una cooperativa

I requisiti prescritti dal regolamento di competenza del soggetto privato sono posti a base della procedura di affidamento (es.: capitolato della gara d’appalto)

Titolarità privata – Gestione privata

Il soggetto privato attesta il possesso dei requisiti previsti dal regolamento e il Comune verifica

Esempio: asilo nido privato

Altre strutture e altri servizi
(comma 4 Art . 33)

L’Ambito territoriale può individuare tipologie aggiuntive e diverse

  • Requisiti minimi previsti dalla normativa nazionale (D.Min. 308/2001)
  • Requisiti minimi comuni a tutte le strutture (Art. 36 Reg. reg. 4/2007)
  • Requisiti minimi comuni a tutti i servizi (Art. 37 Reg. reg. 4/2007)

Comunicazione preventiva alla Regione che entro trenta giorni esprime parere vincolante.

Standard e parametri di copertura territoriale
(comma 2 Art . 34)

La Giunta Regionale definisce standard e parametri di copertura territoriale delle prestazioni (prioritariamente con il Piano regionale delle Politiche Sociali)

A regime le procedure di autorizzazione saranno limitate da tali standard

Verifica di compatibilità per l’autorizzazione di strutture sociosanitarie
(Art . 35)

A quali strutture si applica?

Legge regionale 19/2006, art. 40, comma 2

2. Per le strutture di cui alle lettere b), c), d) ed e) del comma 1 che chiedono di erogare anche prestazioni socio-sanitarie, fatto salvo il rispetto dei requisiti richiesti per le prestazioni sanitarie, l’autorizzazione alla realizzazione e al funzionamento di cui al comma 1 è rilasciata in conformità delle disposizioni di cui all’articolo 8 ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), con specifico riferimento all’autorizzazione rilasciata dal Comune e subordinata alla verifica di compatibilità prevista per le strutture di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), punto 1), della legge regionale 28 maggio 2004, n. 8 (Disciplina in materia di autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio, all’accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private).

Legge regionale 19/2006, art. 49, comma 10

10. Per le strutture di cui all’articolo 42, comma 4 e all’articolo 43, comma 5, la verifica di compatibilità prescritta dall’articolo 8 ter del comma 3 del d.lgs. n. 502/1992 è effettuata dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale ai servizi sociali, in relazione agli obiettivi del Piano regionale socio-assistenziale e del Piano regionale sociosanitario.

Legge regionale 19/2006, art. 42 (Strutture per disabili), comma 4

4. La residenza protetta o residenza socio-sanitaria assistenziale a bassa e media intensità assistenziale è struttura residenziale socio-assistenziale destinata a persone in situazione di handicap con gravi deficit psico-fisici che richiedono un alto grado di assistenza alla persona con interventi di tipo educativo, assistenziale e riabilitativo a elevata integrazione sociosanitaria.

Legge regionale 19/2006, art. 43 (Strutture per anziani), comma 5

5. La residenza protetta o residenza sanitaria assistita a bassa e media intensità assistenziale è struttura residenziale, a prevalente accoglienza alberghiera e a integrazione socio-sanitaria, destinata a ospitare, temporaneamente o permanentemente, anziani non autosufficienti con limitazioni fisiche e/o psichiche non in grado di condurre una vita autonoma, ma che non necessitano di prestazioni sanitarie complesse.

DPCM 14 febbraio 2001- Art. 3 (Definizioni), comma 3

Sono da considerare prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria (…) tutte le prestazioni caratterizzate da particolare rilevanza terapeutica e intensità della componente sanitaria, le quali attengono prevalentemente alle aree materno-infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche e dipendenze da droga, alcool e farmaci, patologie per infezioni da H.I.V. e patologie terminali, inabilità o disabilità conseguenti a patologie cronico-degenerative. Tali prestazioni sono quelle, in particolare, attribuite alla fase post-acuta caratterizzate dall'inscindibilità del concorso di più apporti professionali sanitari e sociali nell'ambito del processo personalizzato di assistenza, dalla indivisibilitàdell'impatto congiunto degli interventi sanitari e sociali sui risultati dell'assistenza e dalla preminenza dei fattori produttivi sanitari impegnati nell'assistenza. Dette prestazioni a elevata integrazione sanitaria sono erogate dalle aziende sanitarie e sono a carico del fondo sanitario. Esse possono essere erogate in regime ambulatoriale domiciliare o nell'ambito di strutture residenziali e semiresidenziali e sono in particolare riferite alla copertura degli aspetti del bisogno socio-sanitario inerenti le funzioni psicofisiche e la limitazione delle attività del soggetto, nelle fasi estensive e di lungoassistenza.

La verifica di compatibilità si applica solo alle strutture che offrono prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria?

Requisiti comuni alle strutture
(Art . 36)

Requisiti della normativa generale in materia di urbanistica, dei edilizia, di barriere architettoniche, di prevenzione incendi, di igiene e sicurezza, il rispetto dei contratti collettivi.

Requisiti strutturali

  • ubicazione in luoghi abitati facilmente raggiungibili con l’uso di mezzi pubblici e, comunque, tale da permettere la partecipazione degli utenti alla vita sociale del territorio e facilitare le visite agli ospiti delle strutture, salvo quanto diversamente disposto per specifiche strutture;
  • dotazione di spazi destinati ad attività collettive e di socializzazione distinti dagli spazi destinati alle camere da letto, organizzati in modo da garantire l’autonomia individuale, la fruibilità e la privacy;

Requisiti organizzativi

  • presenza di figure professionali sociali e sanitarie qualificate, operative all’interno dell’impresa, in relazione alle caratteristiche ed ai bisogni dell’utenza ospitata, ed in possesso di idoneo titolo legalmente riconosciuto. Nelle more dell’emanazione degli appositi atti normativi statali e regionali di individuazione dei profili professionali sociali e socio-sanitari trova applicazione la disciplina prevista dal presente regolamento e dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Al personale attualmente in servizio e privo del possesso dei requisiti richiesti è fatto obbligo di partecipare ai percorsi formativi e di riqualificazione programmati e/o autorizzati dalla Regione, che certifichino il raggiungimento delle necessarie competenze professionali;
  • presenza di un coordinatore della struttura;
  • registro degli ospiti;
  • organizzazione delle attività nel rispetto dei normali ritmi di vita degli ospiti;
  • adozione, da parte del soggetto gestore, di una Carta dei servizi secondo quanto previsto dall’art. 58 della legge regionale.

Requisiti procedurali

  • predisposizione di un piano individualizzato di assistenza e, per i minori, di un progetto educativo individuale. Il piano individualizzato ed il progetto educativo individuale devono indicare, gli obiettivi da raggiungere, i contenuti e le modalità dell’intervento, il piano delle verifiche con cadenza almeno annuali.

Deroga

Vecchi edifici (80 anni)

Strutture già operanti da 10 anni

Cinque anni di tempo

Requisiti prescritti prima dell’entrata in vigore del regolamento

Requisiti comuni ai servizi

(Art . 37)

Requisiti generali

Rispetto dei contratti

a) presenza di figure professionali sociali e sanitarie qualificate, in relazione alla tipologia di servizio erogato ed in possesso di idoneo titolo legalmente riconosciuto. Nelle more dell’emanazione degli appositi atti normativi statali e regionali di individuazione dei profili professionali sociali e socio-sanitari trova applicazione la disciplina prevista dal presente regolamento e dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Al personale attualmente in servizio e privo del possesso dei requisiti richiesti è fatto obbligo di partecipare ai percorsi formativi e di riqualificazione programmati e/o autorizzati dalla Regione;

b) presenza di un coordinatore responsabile in possesso di laurea ovvero di specifico titolo con esperienza professionale specifica in riferimento alla tipologia della struttura;

c) adozione, da parte del soggetto erogatore, di una Carta dei servizi secondo quanto previsto dall’art. 58 della legge regionale e dal presente regolamento;

d) adozione di un registro degli utenti del servizio con l’indicazione dei piani individualizzati di assistenza e, per i minori, di un progetto educativo individuale.

Procedura per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture

(Art . 38)

Ambito o Comune?

Verificare le eventuali indicazioni contenute nella Convenzione

Far approvare atto di indirizzo dal Coordinamento Istituzionale

Accertamento del possesso dei requisiti entro 90 giorni dalla richiesta, decorso il quale l’autorizzazione si intende concessa.

Fase transitoria

Strutture e servizi autorizzati provvisoriamente

(tra il settembre 2003 e il febbraio 2007)

  • obbligo di adeguamento entro febbraio 2010
  • l’autorizzazione provvisoria si intende prorogata per un massimo di tre anni previa presentazione – entro febbraio 2008 - di un piano di adeguamento
  • verifiche annuali

Il provvedimento deve indicare:

  • denominazione
  • ubicazione
  • sede legale ed amministrativa del soggetto proprietario e/ gestore
  • legale rappresentante
  • tipologie servizi erogati
  • ricettività natura pubblica o privata

non conformità

Comunicazione al soggetto gestore o titolare che entro 15 giorni può presentare osservazioni

decadenza

SI per modifiche agli standard organizzativi e strutturali, ampliamenti e trasformazioni, sospensione superiore a sei mesi

NO per modifica legale rappresentante, trasferimento di struttura. Modifica denominazione, modifica assetto societario

Domanda di autorizzazione delle strutture

(Art . 39)

documentazione da allegare

Procedura per l’autorizzazione dei servizi

(Art . 40)

La domanda va inoltrata all’Ambito territoriale nel quale insiste la sede operativa del servizio

?? Domanda = comunicazione di cui all’art. 51 della l.r. 19/2006 ??

Nella domanda il soggetto titolare e/o gestore attesta il possesso dei requisiti

L’Ambito competente attiva entro 30 giorni il procedimento per l’iscrizione al registro regionale, previa verifica

Procedura dell’art. 53 della l.r. 19/2006 per l’iscrizione ai registri regionali

I Comuni entro 15 giorni dall’adozione trasmettono il provvedimento alla Regione

3. Il soggetto titolare e/o gestore di un servizio, autorizzato ai sensi dei commi precedenti, all’avvio del servizio in un ambito territoriale presenta la comunicazione di avvio delle attività ai sensi dell’art. 51 della suddetta legge, che dovrà contenere la dichiarazione di sussistenza dei requisiti minimi previsti dal presente regolamento e il possesso della iscrizione nell’apposito registro regionale.

3. Il soggetto privato titolare e/o gestore di un servizio, autorizzato ai sensi dei commi precedenti, all’avvio del servizio in un altro ambito territoriale presenta la comunicazione di avvio delle attività ai sensi dell’art. 51 della suddetta legge, che dovrà contenere la dichiarazione di sussistenza dei requisiti minimi previsti dal presente regolamento e il possesso della iscrizione nell’apposito registro regionale.

Attività di vigilanza e controllo (del Comune)

(Art . 41)

L’Ambito esercita attività di controllo

Diffida per la regolarizzazione

Casi gravi sospensione e revoca senza diffida

Attività di vigilanza e controllo della Regione

(Art . 42)

Controlli a campione

Anche attraverso organismo di controllo esterni individuati tra gli organismi operanti nel settore della certificazione di qualità

Adobe-Acrobat-iconScarica il .pdf completo

Partner

Regione PugliaComune di FoggiacasaENAC